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Il territorio delle organizzazioni criminali

Il territorio delle organizzazioni criminali

L’occupazione criminale del territorio non è stata finora oggetto di studio per chi si occupa di pianificazione e sviluppo del territorio. Ma non si tratta solo di una sfida etica e politica: il potere criminale e la sua razionalità territoriale pongono un problema teorico e una domanda interpretativa. Se si considerano le forme del controllo mafioso, la contrapposizione tra stato e società civile appare sterile; e soprattutto appare eccessiva la pretesa che la seconda venga chiamata a rimediare alle deficienze del primo. Si puo’ reinterpretare la presenza criminale come una delle forme di “sregolazione”, una ridondanza regolativa, che riguardano le istituzioni e la società. Da qui, viene posta in discussione l’intera esperienza delle politiche locali incentrate sulla valorizzazione del capitale sociale. Da un lato, diventa possibile discutere il ‘lato oscuro’ del capitale sociale; dall’altro, appare necessario un ritorno alla legalità e regolazione (anche urbanistica). Ma un esame delle politiche, in particolare della pianificazione, segnala che non è per niente ovvio attendersi che rispetto delle regole e pratiche di cittadinanza vadano insieme.

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