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	<title>Trame urbane/Urban Plots &#187; Analisi territoriale</title>
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	<description>Come cambiano città e politiche? How do cities and policies change? spunti dalla ricerca di Marco Cremaschi</description>
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		<title>The long century of modern housing in Italy</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 17:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[In English]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche della casa e dell'abitare]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa e abitare]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>The long century</p>
<p>Modern housing policies span well over the short boundaries of the second half of the 20th century, while first experimentation date back to the Enlightenment and interesting achievements were recorded even during the first Machine Age. As for comparative purposes, however, it is a common habit to look to some fifty years, approximately [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/case_popolari_piazzale_degli_eroi_roma.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-228" src="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/case_popolari_piazzale_degli_eroi_roma-400x300.jpg" alt="case_popolari_piazzale_degli_eroi_roma" width="400" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/HSter1.pdf">The long century</a></p>
<p>Modern housing policies span well over the short boundaries of the second half of the 20th century, while first experimentation date back to the Enlightenment and interesting achievements were recorded even during the first Machine Age. As for comparative purposes, however, it is a common habit to look to some fifty years, approximately since World War II onwards, when the modernist turn in housing was unmatched and most countries adopted the same influential framework of policies. As for Italy, we can observe that the whole history of the unified country (some 140 years since 1861) presents several phases of growth and at least three main models.  The first paragraph discusses the twin ideas of the “housing field” and of “housing regimes”. The concept of a recursively changing housing field allows the long historical perspective and helps to understand the re-framing of housing policies. On the other hand, the idea of a housing regime -being a regime a combination of distinctive policy style, market organisation and trends in urbanisation- marks the main factors affecting different periods of economic development and social change. The following paragraphs  describe three different housing “regimes” recognized in the Italian housing system, and outline the main structural features of each period paying reference to of a few housing indicators and to a brief summary of housing policies.  In conclusion, this paper tries than to develop some arguments for a wider approach, connecting the idea of an evolving trend, which justify a comparative approach of the housing field; and the idea of significant nuances in regimes, not necessarily dependent upon economic cycles, yet differentiating policies, actions, and market development nationally and locally. That is to acknowledge that housing policies change less for strictly functional reasons than for the cultural re-framing of policies. Such approach eventually underlines the role played by households and social practices along and through the elaboration of the “universal” modern housing project.</p>
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		<title>Atlante e scenari del Lazio metropolitano</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 15:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scenari e trasformazioni territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Descrizioni geografiche]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo territoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Atlante e scenari del Lazio metropolitano</p>
<p>Questo Atlante raffigura, attraverso mappe, carte tematiche, schemi interpretativi e testi, lo stato del Lazio in una particolare congiuntura: il culmine del processo metropolitano che porta all’estremola riorganizzazione delle relazioni tra parti di territorio e attività e, forse per la prima volta, giunge a insidiare la tradizionale prevalenza della capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/atlante-18-marzo.pdf">Atlante e scenari del Lazio metropolitano</a></p>
<p><a href="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/Titanen_Atlas_Nordisk_familjebok.png"><img class="alignright size-medium wp-image-104" src="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/Titanen_Atlas_Nordisk_familjebok-146x300.png" alt="Titanen_Atlas,_Nordisk_familjebok" width="146" height="300" /></a>Questo Atlante raffigura, attraverso mappe, carte tematiche, schemi interpretativi e testi, lo stato del Lazio in una particolare congiuntura: il culmine del processo metropolitano che porta all’estremola riorganizzazione delle relazioni tra parti di territorio e attività e, forse per la prima volta, giunge a insidiare la tradizionale prevalenza della capitale rispetto agli altri ambiti territoriali. Un Lazio metropolitano, dunque? Da un certo punto di vista, sicuramente sì, perché la diffusione metropolitana ha investito tutta la regione, alterando definitivamente i rapporti tra città e campagna, tra capitale e provincia, tra centri maggiori e minori. Certo, oggi ha senso parlare del Lazio come di uno spazio denso di relazioni, che uniscono la capitale e il resto della regione più di quanto non li dividano.</p>
<p><span id="more-102"></span>Inoltre, l’Atlante indica alcuni scenari di trasformazione dell’organizzazione territoriale. Gli scenari sono costruiti incrociando i diversi materiali di studio raccolti in precedenza: sovrapponendo le stratificazioni ambientali, gli schemi di assetto geografico, le dinamiche socio-economiche, si ottiene una griglia di possibilità dentro le quali si configurano insiemi di ptenziali politiche.</p>
<p>L’Atlante esplora così il gioco delle “immagini interpretative” dal punto di vista dei molti aspetti che le preoccupazioni territoriali, ambientali e paesaggistiche mettono in gioco; e cerca di leggerne i nessi con le azioni politiche, attuali e potenziali. Uno sforzo che pare comunque utile a sollecitare una ripresa della discontinua attenzione che questa regione presta alle trasformazioni del suo territorio.</p>
<p>A questo scopo, l’Atlante non compie operazioni definitive. Più che suggerire analisi conclusive, si presenta come un più modesto strumento di lavoro, e offre un compendio di carte (frutto di analisi elaborate in varie occasioni) e di schemi interpretativi.</p>
<p>Il lavoro offre materiale di riflessione su tre linee:</p>
<p>- la rappresentazione delle maggiori componenti del paesaggio e del sistema insediativo a scala regionale, nonché dell’urbanizzato e delle forme degli insediamenti, ricostruita dal confronto tra fonti cartografiche e documentarie diverse (tra cui soprattutto la carta tecnica regionale) ;</p>
<p>- l’analisi delle fonti statistiche censuarie, in particolare del censimento del 2001 ma non solo, allo scopo di elaborare una “geografia” sociale dei comuni del Lazio (l’ipotesi è che l’incrocio dei “paesaggi” sociali così risultanti con la morfologia insediativa consente considerazioni più approfondite sui sistemi insediativi locali);</p>
<p>- l’analisi critica, infine, dei documenti di piano, finalizzata a identificare gli orientamenti delle politiche territoriali promosse da soggetti diversi alle appropriate scale territoriali.</p>
<address>Questa pubblicazione ha origine dal rapporto predisposto a fine 2007 su sollecitazione del  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso il DiCoTer, nella fase di costruzione ed elaborazione del Quadro Strategico Nazionale per la nuova programmazione dei fondi strutturali 2007-2013. In questo quadro, il Ministero delle Infrastrutture aveva sviluppato un proprio contributo al fine di rafforzare la dimensione territoriale delle politiche di sviluppo e coesione. Il rapporto da cui ha origine questo Atlante è stato frutto della collaborazione che il dipartimento Territorio (Direzione Regionale Territorio ed Urbanistica) della Regione Lazio ha avviato con il Dipartimento di Studi Urbani dell’ Università Roma Tre, e con la Fondazione Censis (Centro Studi Investimenti Sociali).</address>
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		<title>Scenari abitativi per Jesi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politiche della casa e dell'abitare]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa e abitare]]></category>
		<category><![CDATA[Descrizioni geografiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca applicata/Rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo territoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Scenari abitativi per Jesi 2005</p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify">Il dimensionamento del piano di Jesi non dipende esclusivamente da un calcolo, ma da una valutazione politica dello scenario evolutivo congruente al comune. Questa scelta si sorregge però su una valutazione attenta dei processi in corso e degli obiettivi da perseguire.</p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify">Questa relazione espone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/Scenari-edilizia-per-Jesi-2005.pdf">Scenari abitativi per Jesi 2005</a></p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><a href="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/Tipologia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-90" src="http://cremaschi.dipsu.it/files/2009/10/Tipologia-200x150.jpg" alt="Tipologia comuni" width="200" height="150" /></a>Il dimensionamento del piano di Jesi non dipende esclusivamente da un calcolo, ma da una valutazione politica dello scenario evolutivo congruente al comune. Questa scelta si sorregge però su una valutazione attenta dei processi in corso e degli obiettivi da perseguire.</p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span id="more-85"></span>Questa relazione espone quindi gli elementi utili a procedere ad una analisi sistematica e rigorosa dei fenomeni osservati, degli indicatori disponibili, degli scenari possibili. L’analisi qui condotta tiene naturalmente conto delle prime elaborazioni del ‘piano idea’, del piano strategico, nonché delle analisi e degli indicazioni raccolte negli incontri preparatori.</p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify">Inoltre, in questa riflessione vengono prese in esame le alternative possibili per le politiche pubbliche del comune, con particolare riguardo alla edilizia sociale. Da questo punto di vista, una particolare attenzione andrà posta al comportamento dei soggetti del mercato, della promozione e della produzione edilizia in particolare. Un ruolo significativo va inoltre attribuito agli attori presenti nella mediazione tra domanda e offerta, in particolare a quelli attivi nei confronti della domanda debole. I principali risultati sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>la 	consistenza abitativa del comune e dell’area di Jesi è 	robusta e –sulla carta- più che adeguata ai fabbisogni 	esistenti e futuri dell’area;</li>
</ul>
<ul>
<li>la 	spiegazione delle consistenti variazioni edilizie e tensioni 	abitative si spiega soprattutto per la presente di sub mercati (alta 	gamma, turismo, investimento&#8230;) retti da logiche patrimoniali e 	finanziarie quasi indipendenti;</li>
<li>le 	dinamiche demografiche conducono ad una crescente dispersione 	abitativa nel bacino comprensoriale, favorite anche dalla ricerca di 	modelli abitativi suburbani;</li>
<li>una 	serie di condizioni normative, fiscali e finanziarie e rende 	difficile l’affitto o l’uso del patrimonio edilizio;</li>
<li>la 	riduzione netta dell’Edilizia residenziale pubblica lascia 	scoperta la domanda non solvibile che non può comunque 	trovare accesso al patrimonio disponibile.</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify">Difficilmente in questo contesto un incremento della produzione edilizia può risolvere tutti i problemi legati all’uso, all’accesso, alla mobilità abitativa. D’altra parte, neanche le tradizionali politiche pubbliche della casa, che dipendono da un quadro nazionale piuttosto incerto, sembrano riproponibili nel breve periodo. Sembra, in definitiva, necessario procedere alla sperimentazione di interventi innovativi su diversi aspetti di promozione, mediazione e uso del patrimonio esistente e nuovo.</p>
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<p>nico di Milano 	 	 	 	 	 	 	 	&lt;!&#8211; 		@page { size: 595.3pt 841.9pt; margin: 56.7pt } 		P { margin-bottom: 6pt } 	&#8211;&gt;</p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify">Il dimensionamento del piano di Jesi non dipende esclusivamente da un calcolo, ma da una valutazione politica dello scenario <span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">evolutivo congruente al comune. Questa scelta si sorregge però su una valutazione attenta dei processi in corso e degli obiettivi da perseguire. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">Questa relazione espone quindi gli elementi utili a procedere ad una analisi sistematica e rigorosa dei fenomeni osservati, degli indicatori disponibili, degli scenari possibili. L’analisi qui condotta tiene naturalmente conto delle prime elaborazioni del ‘piano idea’, del piano strategico, nonché delle analisi e degli indicazioni raccolte negli incontri preparatori.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">Inoltre, in questa riflessione vengono prese in esame le alternative possibili per le politiche pubbliche del comune, con particolare riguardo alla edilizia sociale. Da questo punto di vista, una particolare attenzione andrà posta al comportamento dei soggetti del mercato, della promozione e della produzione edilizia in particolare. Un ruolo significativo va inoltre attribuito agli attori presenti nella mediazione tra domanda e offerta, in particolare a quelli attivi nei confronti della domanda debole. I principali risultati sono i seguenti:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">la 	consistenza abitativa del comune e dell’area di Jesi è 	robusta e –sulla carta- più che adeguata ai fabbisogni 	esistenti e futuri dell’area;</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">la 	spiegazione delle consistenti variazioni edilizie e tensioni 	abitative si spiega soprattutto per la presente di sub mercati (alta 	gamma, turismo, investimento&#8230;) retti da logiche patrimoniali e 	finanziarie quasi indipendenti;</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">le 	dinamiche demografiche conducono ad una crescente dispersione 	abitativa nel bacino comprensoriale, favorite anche dalla ricerca di 	modelli abitativi suburbani;</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">una 	serie di condizioni normative, fiscali e finanziarie e rende 	difficile l’affitto o l’uso del patrimonio edilizio;</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">la 	riduzione netta dell’Edilizia residenziale pubblica lascia 	scoperta la domanda non solvibile che non può comunque 	trovare accesso al patrimonio disponibile.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0pt;line-height: 14pt" align="justify"><span style="font-family: Verdana,sans-serif"><span style="font-size: x-small">Difficilmente in questo contesto un incremento della produzione edilizia può risolvere tutti i problemi legati all’uso, all’accesso, alla mobilità abitativa. D’altra parte, neanche le tradizionali politiche pubbliche della casa, che dipendono da un quadro nazionale piuttosto incerto, sembrano riproponibili nel breve periodo. Sembra, in definitiva, necessario procedere alla sperimentazione di interventi innovativi su diversi aspetti di promozione, mediazione e uso del patrimonio esistente e nuovo.</span></span></p>
</div>
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